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Il rapporto tra Taranto e la Marina MIlitare

Circolo Ufficiali M.M., Taranto - venerdì, 15 novembre 2019

Un incontro particolarmente interessante quello di venerdì 15 novembre con l’Ammiraglio Salvatore Vitiello, Comandante Marittimo Sud.

Nella sua presentazione il nostro prestigioso ospite ci ha parlato dello stretto legame che unisce la Marina Militare alla città di Taranto.

Legame che nasce con l’Unità d’Italia quando il neonato governo italiano, in considerazione della posizione strategica della penisola italiana nel Mediterraneo, ritenne necessario poter disporre di una nuova base navale nell'Italia meridionale.

Alcuni politici tarantini furono tra i più solleciti e convinti dell'utilizzo del porto di Taranto per tale obiettivo, in particolare il senatore Cataldo Nitti che, per diffondere tale tesi, pubblicò l’opuscolo “Del porto di Taranto nelle future condizioni d’Italia”.

Grazie a tale lungimirante visione, Taranto, vincendo la concorrenza di altre città, con la costruzione di importanti infrastrutture come il Canale Navigabile e il Ponte Girevole, il Porto Militare e l’Arsenale, divenne la principale base navale della Marina Militare che risultò determinante nei due conflitti mondiali rimanendo profondamente segnata dagli eventi bellici.



Alla fine della Seconda guerra mondiale la crisi economica calò sulla città. L’Arsenale e gli altri complessi industriali che avevano lavorato a pieno ritmo per le esigenze belliche risultarono sovradimensionati. Il numero di disoccupati crebbe esponenzialmente creando il “caso Taranto” (corsi e ricorsi storici, oggi si parla di “cantiere Taranto”!). A cavallo degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso si giunse alla decisione di realizzare a Taranto un grande complesso siderurgico che ancora oggi, nel bene e nel male, occupa le cronache locali e nazionali.

Per le esigenze dell’industria fu potenziato il porto commerciale e con la successiva realizzazione della Stazione Navale Mar Grande si realizzò l’intuizione di Nitti, ossia vedere due grandi porti, uno militare e l’altro commerciale, fronteggiarsi in Mar Grande.

La narrazione dell’Ammiraglio Vitiello ci porta quindi ai giorni nostri. Nella nuova stazione navale troviamo unità modernissime, come l’ammiraglia della nostra flotta, la portaerei Cavour, e le nuove unità della classe Orizzonte e le moderne FREMM.

Taranto è la base navale italiana più importante della Marina dove lavorano oltre 10.000 militari e quasi 5000 civili della Difesa. Questi numeri esprimono bene la ricaduta economica e sociale della presenza della Forza Armata sul territorio. Circa mezzo miliardo di euro investiti tra stipendi, lavori e contratti.



Con iniziative quali l’apertura al pubblico del Castello Aragonese, la fruibilità del Centro Ospedaliero Militare all’utenza civile, l’apertura di alcuni corsi di laurea triennali tenuti presso Mariscuola Taranto a studenti civili, la Marina Militare vuole esprimere con sempre maggior forza la sua apertura alla collettività tarantina.

Al termine della presentazione il Presidente ha conferito all’Ammiraglio Vitiello il titolo di Socio Onorario del nostro Club proprio per l’'intensa attività da lui svolta in favore della collettività tarantina nonchè per le sue innate doti di relazione che gli hanno permesso di rinsaldare vieppiù il legame che da oltre un secolo e mezzo unisce la Forza Armata e la città.



Pino Barbera

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