• Vincenzo Dimastromatteo

Dalle Fase 2 alla Fase 3. Casi pratici e applicazioni per start up ed imprese per il dopo lockdown

Domenica, 7 giugno 2020

Un incontro particolarmente interessante quello di domenica 7 giugno con l’avvocato Antonio Pulcini, Presidente di C.I.LP. Italia, Associazione di Consumatori Imprese e Liberi Professionisti.



Tema della serata “Dalle Fase 2 alla Fase 3. Casi pratici e soluzioni applicative per start up ed imprese per il dopo lockdown da Covid-19”.

L’incontro, eseguito sulla oramai familiare piattaforma web “Zoom”, si è svolto in interclub con i Rotary Club Lecce Sud, Matera e Ostuni Valle d’Itria. Ha introdotto la serata il nostro presidente Angelo Maggio che ha rivolto il saluto ai rotariani presenti in rete, in particolare all’Istruttore Distrettuale, PDG Giovanni Lanzilotti, ed al Governatore Sergio Sernia che ci ha tenuto particolarmente ad essere presente all’incontro.



Dopo un breve saluto da parte dei presidenti degli altri club rispettivamente Stefania Mandurino di Lecce Sud, Raffaele Braia di Matera e Sandra Tanzarella di Ostuni, presenti con rappresentanze di loro soci, Angelo, ha passato la parola al relatore.

Nel suo intervento l’avv. Pulcini ha sottolineato che il coronavirus ha acuito alcune problematiche di natura economica che per l’Italia hanno origine lontana, risalenti al cosiddetto “divorzio” fra Banca d’Italia e Tesoro avvenuto nel 1981. Infatti, secondo alcuni analisti economici, la maggiore autonomia della Banca d’Italia nella conduzione della politica monetaria avrebbe portato a un aumento dei tassi d’interesse sui titoli di stato e alla forte crescita del debito pubblico degli anni Ottanta. Da quel momento lo Stato ha cominciato a perdere la sovranità monetaria e ciò non è stato che la premessa per il Trattato di Maastricht e la successiva integrale cessione della sovranità monetaria alla Banca Centrale Europa.

Va comunque osservato che l’anomalia dell’Italia non è la separazione fra banca centrale e Tesoro, che è oramai condizione normale in tutti i paesi avanzati, ma una politica di bilancio che non è ancora riuscita a gestire il debito pubblico.

Con l’adesione all’euro si è come detto deciso di affidare la sovranità monetaria nazionale all’Europa.

Per alcuni tale scelta ci ha esposto alla volontà dei mercati finanziari, facendoci rinunciare alla possibilità di decidere in autonomia le politiche economiche da attuare, di contro per altri l’Italia senza l’euro avrebbe fatto la fine di qualche repubblica sudamericana giungendo sull’orlo del default.

La crisi dettata dal Covid-19 ha comunque senza alcun dubbio sollevato alcune perplessità sull’utilità dell’Unione Europea, mostrando l’inadeguatezza di un sistema che non sembra affatto basato sull’unione e la solidarietà, bensì sulla prevalenza delle regole monetarie sulla vita e sul benessere delle persone, e non in ultimo della finanza sull’economia reale.

Una Unione Europea che c’è sicuramente quando devono essere fatte rispettare le regole di Maastricht e del Fiscal Compact, mentre latita quando è necessario operare interventi di solidarietà e di sostentamento economico ordinario e ancor più straordinario.

Le principali problematiche che molto probabilmente si concretizzeranno nel prossimo futuro complicando la già critica situazione, saranno una crisi di liquidità delle imprese, accompagnata da crisi di domanda e di fiducia dei consumatori.

Gli effetti dell’improvviso lockdown legato al contenimento dell’emergenza epidemiologica sono infatti di portata storica e non avranno incidenza soltanto nell’immediato con la drastica contrazione di fatturato delle imprese, ma anche sulla loro capacità di finanziamento.

A ciò va aggiunto l’eccesso cronico di burocrazia che in Italia non affligge soltanto la pubblica amministrazione ma colpisce anche l’impresa bancaria, rallentandone efficienza e capacità di risposta specie nelle fasi acute, come quella attuale.

La capacità di finanziamento del sistema produttivo, però, non è limitata solo da questo ma soffre una situazione in termini di liquidità che risultava essere non del tutto adeguata ancor prima dell’avvento dell’epidemia.

Al ruolo fondamentale del credito dovrebbero essere affiancate erogazioni a fondo perduto che possano capillarmente arrivare al sistema delle imprese e, in particolar modo, a quelle maggiormente colpite dalle limitazioni alla libertà economica e di movimento conseguenti al lockdown prolungato.



Il relatore avv. Antonio Pulcini

L’efficacia di tale compensazione è poi intrinsecamente legata alla velocità con la quale può essere messa a disposizione del sistema imprenditoriale, evitando in particolar modo i ritardi già conosciuti con gli strumenti messi in campo dal d.l. “Cura Italia” del 17 marzo (indennità di 600 euro in particolare) e dal d.l. “Liquidità” dell’8 aprile scorso.

Alla crisi di liquidità che creerà grandi problemi alle imprese in difficoltà, altra fonte di incertezze nel breve-medio termine sarà la inevitabile crisi della domanda legata alla crisi della fiducia dei consumatori.

In un periodo in cui la domanda langue, il settore che sembra essere colpito maggiormente è il terziario, in particolare la ristorazione ed il turismo che nella nostra regione risultano essere settori economici particolarmente trainanti. C’è infatti la paura diffusa che le persone, anche dopo la fine del lockdown, non saranno così propense a frequentare luoghi di aggregazione quali località turistiche, ristoranti, bar, ma anche cinema e teatri. Sono attività che pertanto non hanno avuto solo un danno nell’immediato, ma avranno un danno strutturale anche nel medio termine, dato che quanto accaduto inciderà come non mai sul modo di pensare e sul modo di vivere delle persone, che poi sono anche i consumatori.

In questo quadro possono svolgere un importante ruolo associazioni quali C.I.LP. Italia che si ripromettono di farsi carico delle istanze, delle criticità, delle necessità, nonché delle problematiche che si trovano ad affrontare quotidianamente i consumatori e le imprese, in particolare le piccole e medie, cercando di fornire risposte immediate e concrete ai loro bisogni ed alle loro esigenze.

Pulcini riporta che associazioni come la sua mettono a disposizione delle imprese in difficoltà l’esperienza dei professionisti aderenti riuscendo così ad intervenire con successo in aiuto ad imprese che altrimenti rischierebbero il fallimento, così come possono essere di ausilio anche ai consumatori e ai liberi professionisti in difficoltà. Questi ultimi associandosi a C.I.LP. Italia, diventeranno parte integrante di una rete dinamica e allargata che permetterà loro di trovare clienti, farsi conoscere e ad inserirsi con successo nel mercato.

Va infine sottolineato il fatto che unitamente alle attività sopra descritte, C.I.LP. Italia si prefigge l’obiettivo di poter operare oltre che attraverso seminari, convegni e dibattiti, anche attraverso opere concrete e servizi di rilevante impatto sociale in favore alle categorie più svantaggiate, o che si trovano in particolare in difficoltà, in linea con i principi che da oltre un secolo guidano l’operato del Rotary International.

Il Governatore nel suo intervento finale ha ringraziato il relatore per il suo interessante intervento che purtroppo ci ha palesato una prospettiva futura non particolarmente confortante, tuttavia per quanto riguarda l’attività del Distretto ci ha detto che possiamo essere soddisfatti di ciò che abbiamo fatto avendo dimostrando un buon spirito di adattamento alle difficoltà.



Il Governatore Sergio Sernia

In conclusione ci ha riportato in anteprima che l'evento conclusivo del suo anno di servizio quale Governatore del Distretto 2120, ovvero il XXV Congresso Distrettuale, si terrà sabato 10 giugno 2020 alle ore 10.00, e sarà trasmesso sia su piattaforma Zoom e, grande novità, anche in diretta televisiva su Telesveva.

Pino Barbera

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