• Vincenzo Dimastromatteo

Una scelta ardua: donazione o successione

Venerdì, 9 ottobre 2020

Un incontro particolarmente interessante quello di venerdì 9 ottobre nel corso del quale la nostra nuova giovane socia Remigia Lasalvia ci ha parlato di "Donazioni e Successioni", argomento collegato alla sua professione di notaio.



Remigia ci ha inizialmente chiarito la differenza tra donazione e successione.

Precisamente la donazione è un atto di liberalità a titolo gratuito di una persona, detta donante, verso un’altra, detta donatario, durante la propria vita.

La successione, invece, è il subentro nella titolarità di un bene a seguito della morte di una persona. In presenza di un testamento – sia che sia redatto direttamente dal notaio (testamento pubblico) o scritto di proprio pugno da colui che intende disporre dei propri beni (testamento olografo) - si ha una successione testamentaria, mentre, nel caso non sia presente un atto, la successione, classificata come successione legittima, viene regolata dalla legge.



La domanda che la maggior parte dei genitori si pone spesso per cercare di limitare, per quanto possibile, il carico delle imposte sui figli in occasione del passaggio di proprietà di un immobile che spesso costituisce la porzione più rilevante del patrimonio familiare è la seguente: è meglio procedere con una donazione o aspettare la successione?

Remigia ci ha spiegato che non c’è una risposta valida per tutti i casi. Dal punto di vista fiscale non c’è grande differenza tra successione e donazione, infatti le imposte sono praticamente le stesse. Con la donazione la proprietà, però, passa immediatamente e le imposte sono quelle previste al momento in cui l’atto viene stipulato. In caso di successione, invece, le imposte saranno quelle in vigore nel momento in cui il proprietario dell’immobile verrà a mancare, le stesse dipenderanno dalle prossime scelte di politica fiscale del legislatore, che apparentemente sembrerebbe propenso per il futuro ad incrementare la base impositiva.

È pertanto difficile stabilire se sia più vantaggioso rinviare la devoluzione del patrimonio alla propria morte con la redazione testamentaria o lasciando che sia la legge a regolare chi erediterà, oppure se ù sia preferibile pianificare la propria successione già in vita, donando parte dei propri beni a favore dei congiunti.



In conclusione, non si può parlare, in generale, di una maggiore convenienza della donazione o della successione, ma la situazione dovrà essere valutata caso per caso, con riguardo al patrimonio, all’età e alle situazioni familiari.


Pino Barbera

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