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TARANTO E LA MARINA MILITARE

la storia ed il presente

Un caminetto molto interessante per il tema trattato quello tenuto venerdì 20 aprile ai soci del nostro Club dal rotaractiano Francesco Nastasia.

Nella sua presentazione il giovane rotaractiano ha evidenziato lo stretto legame che a partire dall’unità d’Italia ha accomunato indissolubilmente la Marina Militare alla città di Taranto.

Sin dal suo primo insediamento il neo-nato governo italiano, in considerazione della posizione strategica della penisola italiana nel Mediterraneo, ritenne necessario poter disporre di una nuova base navale nell'Italia meridionale. Alcuni politici tarantini furono tra i più solleciti e convinti dell'utilizzo del porto di Taranto per tale obiettivo, in particolare il senatore Cataldo Nitti per diffondere tale tesi pubblicò l’opuscolo “Del porto di Taranto nelle future condizioni d’Italia”.

Nel 1861 la città era ancora limitata all’interno delle mura della città antica con le due porte, porta Lecce e porta Napoli, che al tramonto venivano chiuse sino all’alba. Nello stesso anno una petizione del deputato tarantino Giuseppe Codacci Pisanelli chiedeva di cessare di ritenere Taranto “piazza chiusa” e di iniziare a costruire il Borgo oltre le porte.

Solo nel 1865, grazie all’interessamento del principe Umberto di Savoia, fu avviato l’abbattimento della cinta di fortificazioni e la città venne sciolta dal vincolo e dai limiti delle servitù militari. Nello stesso anno, vincendo la concorrenza di altre città, fu deliberato che Taranto dovesse diventare sede di un nuovo Arsenale marittimo.

Dopo diversi anni, in un succedersi di alterne vicende nazionali e cittadine che impedirono l’avvio di tale progetto, nel 1882 il Parlamento concesse un primo stanziamento per la costruzione dell’Arsenale.

Il 22 maggio 1887 venne inaugurato il Ponte Girevole ed il 21 agosto 1889 re Umberto I, entrato all’interno del Mar Piccolo a bordo della Regia Nave Savoia, procedette all’inaugurazione del nuovo stabilimento di lavoro.

La costruzione dell’Arsenale e delle altre opere eseguite dalla Marina determinò un incremento importante della popolazione, passata dalle circa 27 mila unità del 1861 alle 60.331 del 1901, superando nel 1921 i 100.000 abitanti, in controtendenza rispetto alle altre città del sud, dove invece si registrava un forte fenomeno emigratorio ed un accentuato calo demografico dovuto alla depressione economica. Nel giro di pochi decenni la città subì una vera e propria rivoluzione sotto il profilo urbanistico, demografico, culturale, sociale ed economico.

Determinante fu l'attività delle maestranze civili e militari dell’Arsenale a favore delle unità navali da combattimento ed ausiliarie durante il primo conflitto mondiale. Furono operati migliaia di interventi di riparazione e di ricostruzione sia su unità militari che civili, sia nazionali che alleate.

Gli anni immediatamente dopo la fine della prima guerra mondiale, dalla quale l’Italia era uscita vittoriosa, furono estremamente problematici a causa di una gravissima crisi economica. Tale condizione portò nell’estate 1919 allo scoppio di violenti disordini che furono sedati solo dopo l’intervento di compagnie da sbarco di marinai, che, con la sola loro presenza, ristabilirono la calma in città.

Con alterne vicende si giunse al secondo conflitto mondiale che vide nuovamente Marina Militare e città profondamente segnate dagli eventi bellici.

Con la fine della guerra, la crisi economica calò nuovamente sulla città. L’Arsenale e gli altri complessi industriali che avevano lavorato a pieno ritmo per le esigenze belliche erano rigurgitanti di mano d’opera inoperosa. Il numero di disoccupati passò da 3518 del novembre 1945 a 9158 in solo tre mesi, per poi crescere esponenzialmente a 15.564 del 1954 e a 19.356 del 1956. Tutti i politici dell’area ionica chiesero a gran voce di risolvere il «caso Taranto». Nel 1959 si giunse alla conclusione di realizzare a Taranto un grande complesso siderurgico, che poteva contare su una mano d’opera già formata e qualificata. Nel 1965 venne pertanto inaugurato l’Italsider di Taranto che ancora oggi occupa le cronache locali e nazionali per le problematiche ambientali che ha rappresentato ed ancora rappresenta per l’intera comunità tarantina.

Altro tema al centro del dibattito cittadino nel secondo dopoguerra fu quello della realizzazione di un nuovo base a Mar Grande, discussioni che si conclusero positivamente soltanto nel 1985 in occasione della visita all’Arsenale e alla città dell’allora Ministro della Difesa, on. Giovanni Spadolini.

Il 25 giugno 2004 veniva pertanto inaugurata la nuova Stazione Navale. Il trasferimento in Mar Grande della Stazione Navale si collocava nell'ambito del rinnovamento dello strumento operativo della Marina Militare e costituì la soluzione alle problematiche operative connesse con lo stazionamento delle unità navali nel Mar Piccolo, alleggerendo di fatto l'incidenza causata dalle numerose aperture del ponte girevole sulla vita della città.

Il 28 marzo 2013, nel Salone di Rappresentanza del Palazzo del Governo di Taranto, alla presenza delle massime autorità cittadine e dal Comandante pro-tempore del Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Jonio e del Canale d’Otranto, Ammiraglio di Squadra Ermenegildo Ugazzi, attuale socio del nostro Club, ebbe luogo la consegna ufficiale al Comune di alcuni beni demaniali non più utilizzati dalla Forza Armata: gli ex Baraccamenti Cattolica, l’area prospiciente l’ex caserma Fadini, l’area di via Ammiraglio Pacoret De Saint Bon, aree dalle grandi potenzialità ma che di fatto non sono ancora sfruttate al meglio e che possono costituire impulso per numerose iniziative socio-culturali in favore della cittadinanza.

Con recenti iniziative quali l’apertura del Castello Aragonese alla popolazione mediante visite guidate che grazie alla lungimiranza dell’Ammiraglio Ricci, socio onorario del nostro Club, è diventato uno tra i più visitati monumenti della Puglia; la fruibilità del Centro Ospedaliero Militare all’utenza civile per diverse tipologie di trattamenti sanitari - in particolare la disponibilità della camera iperbarica che è l’unica operante nel territorio della Asl jonica; la disponibilità delle strutture dell’Arsenale per la manutenzione di naviglio mercantile; l’apertura di alcuni corsi di laurea triennali tenuti presso Mariscuola Taranto a studenti civili; la convenzione sottoscritta con Provincia e Comune di Taranto per l’utilizzo del Centro Sportivo di via Magnaghi; la Marina Militare vuole esprimere con sempre maggior forza le capacità dual–use dello strumento militare a favore della collettività tarantina, perfettamente in linea con il principio di “complementarietà” della Forza Armata.


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